Le reazioni avverse al cibo o per meglio dire le allergie e le intolleranze alimentari sono molto diffuse nelle persone che non seguono una dieta naturale ed equilibrata. Purtroppo il problema è reale ed è più serio di quello che sembra! Infatti le persone che soffrono di disturbi alimentari cronici hanno maggiori probabilità di incontrare malattie nel corso della vita.

Il morbo di Crohn, la celiachia, il diabete I, la psoriasi, i problemi alla tiroide, la sclerosi multipla, la colite ulcerosa, queste sono alcune delle patologie autoimmuni che sono aumentate in maniera preoccupante [1].

Oggi, il nostro modo di mangiare cibi sempre più elaborati, i prodotti industriali, i livelli bassi di vitamine [2] e lo stile di vita frenetico possono favorire di gran lunga l’infiammazione dell’intestino, così, l’insorgere di intolleranze e allergie.

Ma allora se certi cibi possono infiammare l’intestino e pregiudicare la nostra salute, quale sarebbe la miglior dieta per intolleranze alimentari da seguire oggigiorno per evitarlo?

Disintossicarsi dalle intolleranze alimentari è possibile, ma per farlo è necessario ristabilire un equilibrio alimentare eliminando il precursore alla fonte. Ovviamente in caso di disturbi alimentari per prima cosa bisogna sempre rivolgersi ad un medico nutrizionista, colui che è in grado di diagnosticare le intolleranze nel modo corretto.

Quindi senza pretese né intenzioni di voler fornire la ricetta magica per la cura dei disturbi alimentari vogliamo parlarvi delle “intolleranze al glutine, latticini e conservanti” e dei grandi benefici che può portare la Paleodieta.

Quali sono le principali intolleranze alimentari più diffuse? Glutine, lattosio e occhio all’allergia ai conservanti

Le intolleranze enzimatiche più comuni e diffuse nell’uomo sono quelle del glutine e del latte, ma come sappiamo, siamo venuti a conoscenza anche di altre forme di reazioni avverse al cibo, per esempio quelle dovute ai conservanti usati nei prodotti alimentari; in questo caso è dubbio se si tratti di un intolleranza farmacologica o di una allergia [3].

Ad ogni modo le intolleranze dovute alla cattiva alimentazione si possono e si devono limitare seguendo una dieta specifica, da valutarsi caso per caso, che prevede la riduzione/eliminazione dei cibi che provocano i disturbi.

Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio (generalmente ereditaria) è la più comune tra quelle enzimatiche [3]. Il lattosio non è altro che lo zucchero contenuto nel latte, lo zucchero prima di poter essere utilizzato dall’organismo deve essere scomposto in glucosio e galattosio. L’organismo per compiere la scomposizione e completare l’assorbimento ha bisogno di un enzima chiamato lattasi. Per cui se l’organismo non dispone di quantità sufficienti di lattasi non potrà assorbire e digerire il lattosio. Da questa condizione insorgono i sintomi che dimostrano l’intolleranza al lattosio, come: la diarrea, i dolori addominali, il vomito, la perdita di sangue dalle feci, etc.

Il lattosio è presente nel latte animale, nei formaggi e nella maggioranza dei prodotti lattiero caseari. Ma anche in altri prodotti che comunemente non si pensa: prosciutto, salami, wurstel, pane, biscotti, cereali, sughi e preparati, torte, dolci, prodotti confezionati, cioccolati, caramelle, etc.

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Intolleranza al glutine

Anche l’intolleranza al glutine è una condizione molto comune di alterata reazione intestinale dovuta a una proteina in particolare: la gliadina. Infatti il glutine è formato dalla gliadina e dalla glutenina, due proteine che si combinano in presenza d’acqua. Il problema del glutine è molto insidioso perché in alcuni casi i sintomi non sono del tutto evidenti. Il meccanismo che implica tale intolleranza è enzimatico, l’enzima transglutaminasi tissutale procura una reazione spropositata del sistema immunitario che alterandosi colpisce i tessuti intestinali.

Quando lo scompenso intestinale continua con la sua reazione alterata anche quando non si ingeriscono cibi che contengono glutine, allora potrebbe trattarsi di una vera patologia autoimmune, il cosiddetto morbo celiaco.

Il glutine è presente in tantissimi alimenti: nelle farine, nei cereali, nei prodotti da forno, sulla pasta, nella polenta, nel pane, nella birra e nella stragrande maggioranza degli alimentari industriali (torte, biscotti, pasticcini, creme, affettati, etc.). Quindi occorre prestare particolare attenzione alle etichette sulle confezioni se si vuole evitare il glutine.

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Allergie e intolleranze ai conservanti

Gli additivi aggiunti negli alimenti possono provocare reazioni avverse al cibo [4]. Le manifestazioni di queste reazioni sono talmente variabili che, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nelle sue fonti [3], non esclude si possa trattare di particolari tipi di intolleranze farmacologiche che alterano il lavoro dell’intestino, piuttosto che di forme allergiche senza sintomi intestinali (formicolii, pruriti, orticarie, eczemi, difficoltà respiratorie, vertigini, etc.).

Gli additivi alimentari ed i conservanti sono presenti in moltissimi prodotti e possono avere diverse funzioni commerciali: coloranti, conservanti, gelificanti, addensanti, aromatizzanti, dolcificanti, etc. Ecco una tabella con i principali additivi che vengono usati nell’industria alimentare, difficilmente riconoscibili nelle etichette perché sono rappresentati con dei codici alfanumerici costituiti dalla lettera E seguita da 3 o 4 cifre.

Solfiti, butilidrossianisolo, butilidrossitoluene.

Vino, birra, succhi di frutta, formaggi, frutta secca, salse.

Asma, rinosinusite vasomotoria, prurito, orticaria, angioedema.

Sorbati, benzoati, idrossibenzoati, nitrito e nitrato di sodio.

Bevande, formaggi, confetture, salse, pesce in scatola, prodotti da forno e preconfezionati. Carni salate e in scatola.

Asma, mal di testa, vasodilatazione al viso.

Glutammato di sodio.

Carni in scatola, prodotti aromatizzati, dadi per brodo.

Mal di testa, nausea, sudorazione, bruciore al collo.

Aspartame, sorbitolo, addensanti.

Chewing gum, caramelle, dolci, gelati, creme, budini, formaggi molli, condimenti vari.

Mal di testa, orticaria, dolore addominale, flatulenza, diarrea, eczemi, asma, rinite, orticaria.

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Qual è la migliore dieta per intolleranze alimentari? È Paleo!

Districarsi tra un intolleranza e l’altra in questo clima di isteria industriale, dove anche per conto delle pubblicità tutto sembra far bene alla salute, non è facile! Molto spesso i cibi che più ci sembrano innocui in verità possono creare delle reazioni avverse. Le intolleranze principali da evitare anche se non manifeste sono quelle che derivano dal latte, dal grano, dai cereali industriali e quindi dal glutine. Senza dimenticare il problema dei conservanti e degli additivi alimentari.

Fortunatamente la dieta Paleo è un ottimo esempio di dieta per intolleranze alimentari di questo genere (lattosio, glutine, additivi). Infatti la sua piramide alimentare non include alimenti che contengono queste sostanze e si basa su un tipo di alimentazione prettamente naturalistica, biologica e di filiera corta. Anche gli additivi alimentari smettono di essere un problema perché la Paleodieta ti consente di realizzare ricette limitando al minimo l’uso di prodotti e ingredienti industriali, tutti alimenti puri, biologici e altamente selezionati.

La prima piattaforma online interamente dedicata allo stile di vita Paleo.

FONTI

[1] Samsel A, Seneff S. Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance. Interdiscip Toxicol. 2013 Dec;6(4):159-84. doi: 10.2478/intox-2013-0026. PMID: 24678255; PMCID: PMC3945755.

[2] I livelli bassi di Vitamina D sono associati a una maggiore incidenza di patologie autoimmuni. Illescas-Montes R, Melguizo-Rodríguez L, Ruiz C, Costela-Ruiz VJ. Vitamin D and autoimmune diseases. Life Sci. 2019 Sep 15;233:116744. doi: 10.1016/j.lfs.2019.116744. Epub 2019 Aug 8. PMID: 31401314.

[3] Epicentro, Istituto Superiore di Sanità, Intolleranze alimentari (REAZIONI AVVERSE, INTOLLERANZE, ALLERGIE).

[4] Gultekin F, Oner ME, Savas HB, Dogan B. Food additives and microbiota. North Clin Istanb. 2019 Jul 17;7(2):192-200. doi: 10.14744/nci.2019.92499. PMID: 32259044; PMCID: PMC7117642. e Valluzzi RL, Fierro V, Arasi S, Mennini M, Pecora V, Fiocchi A. Allergy to food additives. Curr Opin Allergy Clin Immunol. 2019 Jun;19(3):256-262. doi: 10.1097/ACI.0000000000000528. PMID: 30883393.

ALTRE FONTI:

Ruiz Sánchez JG, Palma Milla S, Pelegrina Cortés B, López Plaza B, Bermejo López LM, Gómez-Candela C. Una visión global de las reacciones adversas a alimentos: alergia e intolerancia alimentaria [A global vision of adverse reactions to foods: food allergy and food intolerance]. Nutr Hosp. 2018 Jun 12;35(Spec No4):102-108. Spanish. doi: 10.20960/nh.2134. PMID: 30070131.

Bahna SL, Burkhardt JG. The dilemma of allergy to food additives. Allergy Asthma Proc. 2018 Jan 1;39(1):3-8. doi: 10.2500/aap.2018.39.4092. PMID: 29279054.