Dolci, prodotti da forno, salse, farinacei, biscotti, cereali, fast foods, bibite zuccherate.. Non c’è niente da fare, pare proprio che senza zucchero raffinato non si può vivere! Un po come succede con l’alcool e le sigarette non riusciamo per nulla a toglierci le cattive abitudini. Il problema è che lo zucchero processato è ovunque; ormai è difficile rendersene conto.

La dipendenza da veleno bianco è paragonabile a quella di molte altre droghe [1].

Per ovvie ragioni questa condizione è il migliore deterrente delle grandi industrie, che senza farsi troppi scrupoli contaminano i loro prodotti al fine di creare una dipendenza massiva.. Una spirale infernale per una strategia di vendita infallibile!

zucchero raffinato crea dipendenza
Più ne mangiano, più ne vorranno e di conseguenza i nostri prodotti compreranno!

Questo spiega l’onnipresenza dello “zucchero raffinato aggiunto” nella stragrande maggioranza dei prodotti industriali (addirittura nelle lavorazioni di carni e insaccati).

Il problema grave è che questa “apparente innocua dipendenza” in realtà compromette il peso forma e pregiudica la salute generale dell’uomo [2].

L’organizzazione mondiale della sanità ha ampiamente dimostrato le gravi conseguenze per la salute:

  • Provoca obesità e diabete. Diverse società medico scientifiche (SID, ANDID, SIPPS, ECOG, FIMP) hanno aderito a una campagna volta a chiedere alle autorità sanitarie italiane l’introduzione di una “sugar tax” per ridurre il contenuto di zucchero aggiunto nell’industria alimentare; in linea con le indicazioni dell’OMS, già osservate da decine di nazioni come la Francia e Inghilterra.
  • Fa male al cuore. Di recente sono stati rinvenuti alcuni studi e dichiarazioni interne della Sugar Research Foundation (SRF) relative ai primi dibattiti sulle cause dietetiche della malattia coronarica e di come queste siano state raggirate a favore dell’industria dello zucchero [3].
  • Pregiudica la sanità della cavità orale e favorisce l’insorgere delle carie dentarie [4].
  • Destabilizza il colesterolo HDL trasformandolo in LDL [5].
  • Aumenta vertiginosamente i valori glicemici del sangue [6].
  • Danneggia la memoria [7].

Cos’è lo zucchero raffinato? Come riconoscerlo?

zucchero raffinato - 2 bianco e di canna
Bianco o di canna non fa differenza, lo zucchero raffinato è veleno bianco!

Indifferentemente dall’origine (barbabietola o canna) lo zucchero raffinato è il risultato di diversi processi chimici di raffinazione del vegetale.

Lo zucchero indipendentemente dal tipo di lavorazione diventa chimicamente indistinguibile; in tutti i casi si tratta di saccarosio con una purezza che raggiunge addirittura il 99%; quindi ad altissimo valore glicemico!

Questo perché in generale la raffinazione elimina completamente (o quasi) la melassa. In poche parole lo zucchero naturale viene privato della fibra e dei suoi micronutrienti:

  • minerali (calcio, potassio, ferro, magnesio);
  • vitamina B6;
  • enzimi (gli enzimi servono appunto per sintetizzare correttamente lo zucchero durante la digestione).

Insomma, senza troppi ma, lo zucchero raffinato aggira tutti gli stadi della digestione sconquassando il normale metabolismo e la sintetizzazione dei nutrienti.

Dal punto di vista chimico non vi sono grandi differenze tra le tipologie di zucchero raffinato. Le differenti raffinazioni servono piuttosto a determinare il sapore e il colore; in poche parole il tipo di lavorazione delinea la destinazione alimentare. Per esempio: zucchero da tavola, zucchero per farcire, zucchero per l’industria alimentare (quindi come ingrediente base per la produzione di prodotti alimentari).

Ecco l’elenco delle principali tipologie di raffinazioni:

  • zucchero bianco finissimo;
  • zucchero bianco semolato;
  • a velo;
  • canna da zucchero granulata;
  • dolcificanti chimici;
  • saccarosio liquido.

Come viene raffinato lo zucchero?

Per esempio il classico zucchero bianco da tavola si ottiene raffinando il composto zuccherino estratto da barbabietola, mediante procedure verosimili alla seguente:

zucchero raffinato - 3 come viene prodotto
Ecco dove avviene la raffinazione industriale dello zucchero. Tutto ciò per un così piccolo quanto letale granello cristallino..
  1. Prima bollitura dell’estratto (80°).
  2. Depurazione con calce (90/100°).
  3. Sbiancatura con l’anidride solforosa gassosa (additivo chimico alimentare a base di biossido di zolfo e/o ossido di zolfo).
  4. Filtrazione con il carbone vegetale per eliminare i residui tossici e filtrazione per eliminare il carbonato di calcio (la carbonatazione converte il glucosio e il fruttosio in acidi carbossilici chimici).
  5. Evaporazione e decolorazione con idrosolfiti.
  6. Cristallizzazione in ciclo; ossia il liquido viene concentrato tramite bollitura sottovuoto e centrifugato per eliminare i liquidi di scarto.
  7. A questo punto prima di ripetere i successivi cicli di cristallizzazione lo zucchero viene nuovamente decolorato con il diossido di zolfo e poi filtrato per rimuovere le impurità.
  8. Terminati i cicli di cristallizzazione il saccarosio puro ottenuto chimicamente viene colorato di azzurro oltremare (un pigmento inorganico che serve a mascherare la colorazione giallognola).
  9. Infine raffreddato e confezionato.
zucchero raffinato bianco (prodotto finito)
Zollette di veleno bianco appena sfornate..

Perché lo zucchero raffinato fa male?

Lo zucchero raffinato aumenta la glicemia
Lo zucchero raffinato aumenta vertiginosamente i valori glicemici del sangue.

Quando consumiamo zucchero raffinato (in generale carboidrati ad alto IG) i valori glicemici del sangue aumentano vertiginosamente. Questo squilibrio compromette la regolare secrezione di insulina prodotta dal pancreas; viene prodotta così tanta insulina che il livello di zuccheri del sangue rischia di scendere sotto la soglia ottimale, causando la cosiddetta ipoglicemia. Da cui ne deriva un forte senso di fame o peggio il bisogno di assumere ulteriori zuccheri; un meccanismo fisiologico vizioso che non porta a nulla di buono: sovrappeso, obesità, diabete e malattie coronariche.

Inoltre come abbiamo avuto modo di capire, lo zucchero durante la raffinazione viene privato di tutti gli elementi nutritivi (micronutrienti e enzimi) presenti in origine nel vegetale.

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Zucchero raffinato: cosa succede durante la digestione?

Il saccarosio ottenuto artificialmente per essere digerito correttamente richiede all’organismo durante la fase di assimilazione, tutte quelle sostanze nutritive di cui a malincuore è stato privato. Quindi causando la sottrazione dall’organismo stesso di vitamine, minerali ed enzimi con conseguente impoverimento delle relative riserve (decalcificazione, demineralizzazione, avitaminosi).

Quali sono gli zuccheri naturali che non fanno male?

zuccheri buoni fanno bene alla salute
Non tutti gli zuccheri vengono per nuocere!

Per fortuna non esiste solo zucchero artificiale estremamente tossico per la salute, perché a dirla tutta gli zuccheri svolgono importanti funzioni fisiologiche ed energetiche; sarebbe una catastrofe se non vi fossero alimenti naturali ricchi di zuccheri buoni fondamentali per soddisfare l’intero fabbisogno energetico.

✓ Il fruttosio naturale: si trova principalmente nella frutta.
✓ Il glucosio naturale: si trova in generale nei vegetali.

Gli zuccheri naturali a differenza del saccarosio artificiale vengono sintetizzati correttamente dall’organismo mantenendo adeguato il livello di glicemia nel sangue (grazie al loro IG/CG medio – basso); inoltre sono ricchi di vitamine, minerali e fibre naturali. Perciò non solo rappresentano la migliore fonte energetica per l’organismo, ma sono anche amici della buona salute se consumati adeguatamente e combinati con la regolare attività fisica.

Di fatto lo zucchero è il combustibile che alimenta cellule, neuroni e organi (come i reni). Lo sapevi che i neuroni vivono quasi esclusivamente di glucosio?

  • Il cervello consuma in media 120 g di glucosio al giorno.
  • Il fabbisogno giornaliero dell’intero organismo umano invece è di circa 200 g.

Capiamo bene che gli zuccheri sono macronutrienti fondamentali e l’organismo non può farne a meno, ma dobbiamo necessariamente saper distinguere gli zuccheri sani contenuti negli alimenti naturali (come frutta e verdura), da quelli fortemente dannosi per la salute.

Proprio perché gli zuccheri ci accompagnano ogni giorno della nostra vita è bene farseli amici e non c’è nulla di più facile!

Esattamente come abbiamo imparato a riconoscere i grassi buoni da quelli nocivi, anche per ciò che riguarda lo zucchero raffinato (al pari dei grassi industriali) vige lo stesso principio.

INIZIA DA QUI: Cos’è la dieta Paleo?

Evita una volta per tutte di rimanere dipendente e vittima da veleno bianco

  1. Non comprare prodotti confezionati (quasi tutti contengono zuccheri chimici).
  2. Evita i prodotti da forno e gastronomici.
  3. Minimizza il consumo di pane bianco, pasta, grano e cereali raffinati (in generale tutti i prodotti carichi di carboidrati raffinati ad alto IG). Prediligi farine alternative (Cocco, mandorla)
  4. Elimina una volta per tutte le bibite zuccherate dalla tua dieta. Molto meglio un centrifugato di frutta & super frutti… No?
  5. Se sei un amante del buon bere, evita quantomeno gli alcolici che contengono ingenti quantità di zucchero aggiunto (superalcolici e liquori come la sambuca) e non bere più del dovuto! Non voglio sembrarti pesante.. ma in realtà dovresti rivedere del tutto la tua abitudine.

Tutti questi suggerimenti si possono racchiudere tranquillamente in un unica regola generale:

Dovremmo consumare solo zuccheri autentici contenuti nella stragrande varietà di vegetali che la natura ci ha regalato, esattamente come ci insegna il regime dietetico Paleo.

LEGGI ANCHE: suggerimenti pratici per iniziare una vita sana.

Quali alternative naturali possono sostituire il gusto dolce dello zucchero raffinato?

consigli per consumare meno zucchero
Prenditi cura della tua salute, non diventare una vittima.

Non volendo farne a meno ecco alcune valide alternative che possono sostituire il gusto dolce dello zucchero.. Mi raccomando andateci piano!

LEGGI ANCHE: Idee Paleo snack facili e veloci da preparare.

Pasta integrale di canna da zucchero

Granuloso, marrone e particolarmente umido; nulla più che la primissima estrazione dello zucchero dal succo puro di canna, disidratato e solidificato in panette generalmente poco più grandi di un palmo della mano. Aroma e sapore intenso con un leggero retrogusto di liquirizia.

Melassa biologica pura

Composto liquido dal colore nerastro (deriva sia dalla barbabietola sia dalla canna) che si ottiene con la semplice spremitura del vegetale, niente meno che il succo puro estratto tramite pressatura. Nel caso della canna da zucchero il gambo viene prima tagliato a pezzi e poi pressato a freddo fino a far uscire il nettare puro, chiamato appunto: melassa. Ricca di glucosio e fruttosio contiene inoltre acido fosforico, potassio, fibre, vitamine e minerali; esattamente tutto ciò che serve agli zuccheri per essere sintetizzati.

Zucchero ai fiori di cocco

Realizzato esclusivamente con i fiori della palma da cocco, dal gusto fruttato e leggermente caramellato, le sue proprietà benefiche lo rendono uno zucchero davvero speciale. Basso contenuto di saccarosio per un indice glicemico pari a 35. Inoltre è ricco di micronutrienti come vitamine del gruppo B e minerali (quali: zinco, ferro, potassio, calcio, magnesio, fosforo).

Miele biologico

Un’altra valida alternativa ricca di fruttosio e glucosio per addolcire il palato in maniera naturale e per sostenere il fabbisogno energetico generale con la giusta scorta di zuccheri buoni.

Sciroppo d’acero puro

Niente più che la linfa estratta appunto da alcune varietà di acero canadese. Il liquido zuccherino puro dal sapore estremamente marcato si ottiene semplicemente bollendo la linfa in modo da ricavare lo sciroppo puro; ricco di acido malico, potassio, calcio, ferro, vitamine e componenti fenoliche. Purtroppo lo sciroppo d’acero è composto in gran parte da saccarosio naturale (quindi ha un alto valore glicemico, comunque meno del veleno bianco). Andateci piano e praticate sport regolarmente se decidete di inserire lo sciroppo d’acero nella vostra dieta.

Le ultime 2 alternative naturali hanno invece il pregio di avere un indice glicemico particolarmente basso; vediamole..

Succo d’agave puro

Dalle foglie carnose e dalla struttura gelatinosa tipica delle piante succulente, l’agave si è dimostrata una valida alternativa dal bassissimo indice glicemico, in grado di dolcificare bevande e caffè senza alterarne il gusto. Contiene grandi quantità di minerali (quali: calcio, magnesio, potassio e ferro) e nonostante sia composto per oltre il 90% da fruttosio, la velocità dell’agave di aumentare il livello di glucosio nel sangue risulta essere la seconda più bassa tra i dolcificanti naturali, dopo la stevia.

Stevia

Ka’ha he’e, così si fa chiamare dalle sue parti questo piccolo arbusto di origini brasiliane e paraguaiane. Composte principalmente da glucosidi dello steviolo (Stevioside, Rebaudioside e Dulcoside) le foglie di questa piccola pianta vengono fatte essiccare al sole prima e poi tritate per ottenere la polvere di stevia. Il suo potere edulcorante a bassissimo valore glicemico supera 200 volte la dolcezza del saccarosio!

Conclusione

Gli zuccheri accompagnano l’essere umano dall’origine dei tempi, la loro funzione di sostentamento energetico è fondamentale per la vita. Purtroppo come d’altronde ne è vittima l’intera realtà alimentare, lo zucchero è diventato il cavallo di battaglia delle industrie alimentari. Senza troppi scrupoli hanno completamente denaturalizzato e sconquassato l’originaria conformazione di un alimento, che allo stato attuale è diventato il peggior nemico per la dieta e la salute dell’uomo.

Non ti rimane che imparare dagli errori del passato per migliorare la dieta dei prossimi tempi..

Alla tua migliore forma di sempre!

Massimo

Riferimenti esterni

[1a] Handbook of Food and Addiction, K. Brownell e Mr. Gold, Oxford University Press.

[1b] I ricercatori del CNRS dell’Università Victor-Segalen di Bordeaux hanno dimostrato (in via sperimentale sui ratti) che il saccarosio ha un potere di dipendenza superiore rispetto a sostanze stupefacenti e farmaci duri come la cocaina.

[2] Sugarblues: il mal di zucchero, William Dufty, Gruppo Macro.

[3] Scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di San Francisco e pubblicati sul magazine Jama Internal Medicine.

[4] Elsevier, prevenzione dentale, Prevenzione e Assistenza Dentale: Valutazione dell’indice glicemico e del DMFT, 2009, volume 35, issue 4, pages 135-141.

[5] Università americana di Atlanta, pubblicata sul Journal of American Medical Association, 2010, volume 303, Issue 15, Pages 1490-1497.

[6] https://www.diabete.com/quali-fattori-nella-vita-quotidiana-influenzano-la-glicemia

[7] Cell Reports, A CREB-Sirt-Hes1 Circuitry Mediates Neural Stem Cell Response to Glucose Availability, Art. Volume 14, Numero 5 , Pagine 1195-1205, 9 Febbraio 2016.